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Caltagirone

dintorni,

 

Caltagirone (Caltagiruni o Cattaggiruni in siciliano) è un comune italiano di 39.554 abitanti[1] della provincia di Catania in Sicilia. Situata nella Sicilia centrale e capoluogo del territorio calatino, è famosa per la produzione della ceramica, sviluppatasi nei secoli a partire dai tempi dei Greci. Dopo un passato glorioso che la vide, già da oltre due millenni, roccaforte privilegiata per bizantini, arabi, genovesi e normanni che controllavano le due piane, quella di Catania e di Gela, oggi vive un periodo di rinnovato sviluppo, grazie alle sue risorse principali come il turismo e la produzione della ceramica. È ricca di monumenti come le chiese, pregevoli palazzi e ville settecentesche, per l'eccezionale valore del suo patrimonio monumentale fa parte dei comuni del Val di Noto, Patrimonio Mondiale dell'umanità.
Ha dato i natali ai politici Don Luigi Sturzo, Mario Scelba, Silvio Milazzo.
La città è ubicata sulla sella di collegamento tra gli Erei e i Iblei attraversata dalla Strada Statale SS417, che la collega a Catania e a Gela.
Caltagirone si trova a circa 68 km a sud-ovest del capoluogo. La città(608 metri s.l.m.-parte alta)si sviluppa su tre colli adiacenti alla catena dei monti Erei e presenta un assetto urbanistico in cui la parte del centro storico, collocata più in alto, è nettamente distinta dalla zona di nuova espansione, più a sud-est.
Presso la parte nuova della città si trova la nuova stazione ferroviaria della linea a binario unico Catania-Gela.
La precedente stazione venne disattivata alla fine degli anni settanta in concomitanza con l'attivazione della nuova linea per Gela e la costruzione della nuova grande stazione. La linea ferroviaria a scartamento ridotto che collegava il centro con Piazza Armerina (EN) e la Stazione di Dittaino era già stata disattivata negli anni sessanta.
Sin dall'antichità la località fu scelta per la sua posizione privilegiata che essendo sullo spartiacque che divide le due più vaste pianure della Sicilia, la Piana di Gela e la Piana di Catania, le consentiva di controllare e difendere un vasto territorio. I primi insediamenti stabili nel territorio dell'odierna Caltagirone risalgono alla preistoria, come testimoniano gli scavi archeologici effettuati in contrada Sant'Ippolito - alle sorgenti del fiume Caltagirone - che hanno portato alla luce i resti di un villaggio neolitico abitato ininterrottamente sino all'arrivo dei Greci. Poco distante, in contrada Montagna, vi è una necropoli risalente alla prima età del bronzo. Meritano particolare attenzione le ricche tombe della struttura a tholos.
Sulle colline che dominano la vallata del fiume Maroglio si trova il grande centro greco di Monte San Mauro con costruzioni in muratura. Gli archeologi, inoltre, hanno trovato tracce della presenza umana in epoca remota nelle contrade Moschitta, Paradiso, Piano dell'Angelo e nella stessa Caltagirone.
Scavi archeologici hanno dimostrato anche la presenza dei Romani nel territorio, scelta avvenuta per la sua posizione privilegiata che le consentiva di controllare un vasto territorio. Durante la dominazione araba fu una delle fortezze più importanti della Sicilia orientale e da essi proviene l'attuale nome della città. Fonti storiche riportano il nome all'espressione araba Qal'at Ghīrān, 'rocca delle grotte', forse proprio in relazione alle tombe preistoriche di contrada Montagna o alle abitazioni scavate nella roccia.
Per il fatto che gli abitanti erano specializzati nella lavorazione dell'argilla e, in particolare, di contenitori adatti ad esportare la notevole produzione di miele, gli Arabi sembra introducessero nuove tecniche nella lavorazione dell'argilla, dando quindi un importante impulso all'artigianato della ceramica. L'espansione vera e propria dell'abitato e il fiorire della sua economia avvennero comunque durante il periodo normanno.
Nel 1154 Edrisi, il celebre geografo arabo alla corte di Ruggero il Normanno, descrive così Hisn al-Genūn (Castello dei Genovesi): Il castello di Caltagirone sorge imponente sulla vetta di un monte inaccessibile; nel suo territorio si estendono campi coltivati a perdita d'occhio. Questo nome deriva probabilmente dalla presenza di una nutrita colonia di Genovesi giunti intorno al 1040. Il primo documento certo in cui compare il toponimo Caltagirone, ed in cui sono elencati i possedimenti della città è datato ]1160 ed è emanato da re Guglielmo 1° - il Malo-. La fiorente comunità ligure diede manforte al conte Ruggero contro i musulmani durante l'assedio di Rocca di Judica. Quest'aiuto valse alla città di Caltagirone i possedimenti dei territori di Judica, Fetanasimo, Regalsemi e Camopietro ed è all'origine della ricchezza feudale della città.
Nel XIII secolo Caltagirone partecipò alla rivolta contro gli Angioini nei cosiddetti Vespri Siciliani.
Fu il nobile Gualtiero di Caltagirone a sollecitare l'avvento di re Pietro d'Aragona nel corso dell'assedio di Messina. Deluso nelle sue aspettative dal nuovo monarca, Gualtiero cospirò contro di lui e fu per questo decapitato in Piazza San Giuliano nel 1283.
In seguito allo sviluppo dell'artigianato e del commercio, legati alla produzione della ceramica, nacque una classe di ricchi commercianti che si stabilirono qui provenendo anche da altre parti d'Italia.
Il benessere di cui godette la città è facilmente ravvisabile anche nel centro storico di Caltagirone che presenta edifici sacri e pubblici di pregevole fattura, la cui costruzione e il cui rifacimento fu affidato, com'era in uso, ad abili e famosi architetti ed artisti dell'epoca.
Nel XIV secolo a Caltagirone viveva una piccola comunità ebraica (�"ק�"יל�" �"י�"ו�"ית �' Caltagirone) stabilitasi in una zona vicino al quartiere San Giuliano che oggi prende il nome di 'Via Iudeca' (�"רך Iudeca) o 'zona miracoli'. Gli ebrei si dedicavano all'artigianato (in particolare nel settore tessile, infatti molte famiglie della comunità ebraica finirono con l'assumere alcuni cognomi come per esempio 'Alba') ed alle attività creditizie.
Nel 1492 la dominazione spagnola decretò la scomparsa degli ebrei in Sicilia e la città fu duramente colpita nella sua vita economica e culturale.
  Nel 1458 sorgeva in cima alla collina maggiore un castello dove si incoronò re di Sicilia Giovanni II di Aragona che, per gratitudine dei soccorsi ricevuti nelle varie imprese da lui compiute, tornò a dichiarare Caltagirone città demaniale. Anche Giovanni di Trastamara e Ferdinando il Cattolico le concedettero e confermarono altri privilegi, tra cui quello del 'mero e misto imperio'.
I secoli XV-XVII furono l'epoca aurea della 'Città della ceramica', che allora si arricchì di chiese, istituti, collegi e conventi. Nacque pure l'università nella quale si insegnavano giurisprudenza, filosofia e medicina, nonché un ospedale che era tra i migliori della Sicilia. In quei secoli la popolazione della città si aggirò sempre attorno ai 20.000 abitanti, di cui un migliaio erano ceramisti. Nel 1671 a causa della carestia muorirono circa 2000 persone, per fame e per stenti.
Il 1693 è l'anno che segna una drammatica, radicale svolta per Caltagirone come del resto per l'intera Sicilia orientale. Un catastrofico terremoto la rade al suolo insieme ad altre dieci città: un immane disastro che costò la vita a circa 100 mila persone. La città nell'arco di circa dieci anni risorge con un volto barocco, quello che ancora oggi sostanzialmente conserva.
Nel 1900 Caltagirone fu città simbolo del popolarismo italiano di Don Luigi Sturzo. Caltagirone fu anche il simbolo del movimento anti-fascista infatti Don Luigi Sturzo si oppose al fascismo e dovette per tale motivo rifugiarsi prima a Londra e poi a New York. Nella seconda guerra mondiale Caltagirone soffrì dei pesanti bombardamenti da parte degli angloamericani che distrussero alcuni monumenti significativi per la città. Dagli anni sessanta agli anni settanta, a causa dell'insufficiente sviluppo economico, Caltagirone subì un massiccio esodo di popolazione verso le regioni del nord, finché nel decennio successivo si ebbe una nuova crescita dell'economia, dovuta allo sviluppo dell'attività artigianale e dell'edilizia con l'espansione della città nuova. Oggi Caltagirone è una delle più importanti destinazioni turistiche della Sicilia, grazie al suo patrimonio artistico e maiolico, come per le sue tradizioni uniche, per la bellezza dei suoi belvederi e monumenti.
Tra le sue risorse più cospicue vanno ricordati i musei (museo regionale della ceramica, Mostra dei pupi siciliani, Galleria Civica d'Arte Contemporanea, e molti altri), le chiese (se ne contano più di 50) e le ville (Villa Patti, Villa Milazzo, e molte altre).

 


 

Percorso nella mappa:

http://maps.google.it/maps?f=d&source=s_d&saddr=giardini+naxos&daddr=caltagirone&hl=it&geocode=FQMrQQId6fPoA...,15.17683&sspn=0.404379,0.639954&ie=UTF8&ll=37.22158,14.743652&spn=1.627186,2.559814&z=9



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